Federico Boriani è nato a Milano nel 1920 e dal 1974 vive e opera a Pianengo (Cremona).
Conclusi gli obblighi scolastici, riceve i primi insegnamenti dal pittore Romano Colombo e dallo scultore Achille Barbaro.
Giovanissimo entra a far parte del laboratorio scenografico di Bertini e Pressi e contemporaneamente frequenta la Regia Accademia di Belle Arti della Scuola degli Artefici di Brera.
Nel 1943 completa la formazione, conseguendo la maturità artistica presso la stessa Accademia e si iscrive alla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano.
Nel luglio 1946 aderisce al Manifesto del Nuovo Romanticismo elaborato dal critico d’arte Nino Bonardi.
Nel 1947 frequenta un corso specializzato di scenotecnica a Bologna. È corrispondente e consulente scenografico della rivista teatrale Filodrammatica.
Nel 1949 collabora con lo Studio Arte Applicata di via Meravigli a Milano alla realizzazione grafica pubblicitaria.
Nel 1959 insegna storia del costume e vetrinistica in un corso di avviamento professionale a Crema.
Dal 1970 al 1972 svolge la sua attività a Parigi, nello studio in Avenue Van Dyck, al numero 2.
Nel 1997 viene insignito dell’onorificenza di Cavaliere Ufficiale della Repubblica Italiana per meriti artistici.
Nel 2006 il Museo Civico di Crema gli allestisce nella sala Pietro da Cemmo una Mostra Antologica.
Nel marzo 2009 la Provincia di Cremona gli dedica una Mostra a San Vitale: Federico Boriani, il Po e la sua Poesia… inaugurata sabato 14 marzo 2009 alle 15.30.
È inoltre utile ricordare che Federico Boriani è presente anche in
riviste, come Il Narciso (Torino), Tempo Libero (Roma), Alba
(Milano), Pensiero ed Arte (Bari), Biesse (Brescia), L’Ottagono
(Milano), Alla Bottega (Milano), Colloqui Cremonesi (Cremona),
Valigia Diplomatica (Milano), Bolaffi Arte (Torino), Comanducci
(Milano), Il Quadrato (Milano), Arte Mercato (Milano).
Le sue opere si trovano: al Museo d’Arte Moderna di Montecatini
Terme, al Museo d’Arte Moderna di Roma, al Museo d’Arte Moderna
dell’Istituto Studi Nucleari Roma, al Museo Civico di Lodi, al Museo
Civico di Crema, al Museo d’Arte Moderna di Budapest, al Museo
d’Arte Moderna di Sarayevo, al Museo d’Arte Moderna a Balatoufured
(Ungheria), alla Fondazione Città di Cremona, all’Ospedale
Ca’ Granda di Milano e in numerose Collezioni Pubbliche e Private.
Su di lui hanno scritto: Alberico Sala, Elda Fezzi, Antonino De Bono,
Sergio Lini, Ignazio Mormino, Cesare Alpini, Mario Monteverdi,
Maurice Tassart, Tiziana Cordani, Lidia Ceserani Ermentini, Vincenzo
Vicario, Aldo Cicinelli, Alberto Biraghi, Ezio Fabiani, Luciano
Spiazzi, Pier Giorgio Sangiovanni, Giuseppe Torresani, Rosalba
Torretta, Alfredo Bettini, Pierangelo Negri, Elly Sperolini, Elia
Santoro, Franco Cajani, Andrea Bacci, Diego Vailati, Ezio Maglia,
Gualtiero da Via, Dino Villani, Eco, Ester Martinelli, Lino Lazzari,
Pietro Riccardi, Pino Zanchi, Manlio Alzetta, Aurelio T. Prete,
Fabrizia Buzio Negri, Gianni Risari, Ennio Cancarotti, Clara Mariani,
Enzo De Paoli, Luigi Carmen Gazzola.